Due persone con lo stesso identico contratto — 30.000 € lordi l'anno, nessun familiare a carico, tredici mensilità — portano a casa cifre diverse a seconda di dove risiedono. Non per una differenza di aliquote IRPEF, che sono nazionali, né di contributi, che sono identici: per l'addizionale regionale all'IRPEF, che ogni regione decide da sé.
Sembra poco, 47,84 € al mese. Su una carriera di trent'anni sono però quasi 19.000 €, e il divario cresce con il reddito, perché quasi tutte le regioni hanno aliquote crescenti.
La tabella completa
Retribuzione netta annua per una RAL di 30.000 €. L'imponibile su cui si calcola l'addizionale regionale è di 27.243,00 €, cioè il lordo al netto dei contributi previdenziali a carico del lavoratore (9,19%). L'asterisco segnala le regioni che applicano una regola derogatoria, spiegata subito sotto la tabella.
| # | Regione | Addizionale | Netto/anno | Netto/mese |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Provincia autonoma di Bolzano * | 0,00 € | 23.713,47 € | 1.824,11 € |
| 2 | Provincia autonoma di Trento * | 0,00 € | 23.713,47 € | 1.824,11 € |
| 3 | Basilicata | 335,09 € | 23.378,38 € | 1.798,34 € |
| 4 | Friuli-Venezia Giulia * | 335,09 € | 23.378,38 € | 1.798,34 € |
| 5 | Liguria | 335,09 € | 23.378,38 € | 1.798,34 € |
| 6 | Sardegna | 335,09 € | 23.378,38 € | 1.798,34 € |
| 7 | Sicilia | 335,09 € | 23.378,38 € | 1.798,34 € |
| 8 | Umbria * | 335,09 € | 23.378,38 € | 1.798,34 € |
| 9 | Valle d'Aosta * | 335,09 € | 23.378,38 € | 1.798,34 € |
| 10 | Veneto | 335,09 € | 23.378,38 € | 1.798,34 € |
| 11 | Marche | 371,82 € | 23.341,66 € | 1.795,51 € |
| 12 | Lombardia | 377,94 € | 23.335,53 € | 1.795,04 € |
| 13 | Toscana | 388,07 € | 23.325,40 € | 1.794,26 € |
| 14 | Emilia-Romagna | 435,79 € | 23.277,68 € | 1.790,59 € |
| 15 | Abruzzo | 454,96 € | 23.258,52 € | 1.789,12 € |
| 16 | Puglia | 460,28 € | 23.253,20 € | 1.788,71 € |
| 17 | Calabria | 471,30 € | 23.242,17 € | 1.787,86 € |
| 18 | Lazio * | 471,30 € | 23.242,17 € | 1.787,86 € |
| 19 | Piemonte | 571,11 € | 23.142,36 € | 1.780,18 € |
| 20 | Molise | 577,52 € | 23.135,95 € | 1.779,69 € |
| 21 | Campania | 621,89 € | 23.091,58 € | 1.776,28 € |
Le sei regioni che non seguono la regola generale
Di norma l'addizionale regionale si calcola per scaglioni progressivi, come l'IRPEF: ogni aliquota si applica solo alla parte di reddito che ricade nel proprio scaglione. Sei fra regioni e province autonome fanno però eccezione, e ignorarlo è l'errore più frequente nei confronti pubblicati online.
- Provincia autonoma di Bolzano — detrazione di 430,50 € per imponibili fino a 90.000 € (Allegato C, par. 19.24.3.1.4)
- Provincia autonoma di Trento — deduzione di 30.000 €: sotto quella soglia la base imponibile è zero (Allegato C, par. 19.24.3.1.10)
- Friuli-Venezia Giulia — nessuna progressività per scaglioni: l’aliquota vale sull’intero imponibile (Allegato C, par. 19.24.3.1.6)
- Umbria — sotto 28.000 le maggiorazioni sono disapplicate: 1,23% sull’intero importo (Allegato C, par. 19.24.3.1.1)
- Valle d'Aosta — esente sotto 15.000; sopra, aliquota ordinaria sull’intero imponibile (Allegato C, par. 19.24.3.1.3)
- Lazio — sotto 28.000 la maggiorazione dell’1,60% è disapplicata: 1,73% sull’intero importo (Allegato C, par. 19.24.3.1.2)
Come è stato calcolato
Il percorso è quello di una busta paga reale, nell'ordine in cui lo segue un sostituto d'imposta:
| Passaggio | Importo | Riferimento |
|---|---|---|
| Retribuzione lorda annua | 30.000,00 € | ipotesi di partenza |
| Contributi INPS a carico del lavoratore (9,19%) | − 2757,00 € | aliquota IVS dipendenti |
| Imponibile fiscale | 27.243,00 € | base per IRPEF e addizionali |
| IRPEF lorda (23% fino a 28.000 €) | 6.265,89 € | art. 11 TUIR |
| Detrazione da lavoro dipendente | − 1736,36 € | art. 13 TUIR |
| Ulteriore detrazione (taglio del cuneo) | − 1.000,00 € | L. 207/2024, art. 1 commi 4-9 |
| Addizionale regionale | da 0 a 621,89 € | varia per regione |
| Addizionale comunale | non conteggiata | varia per comune |
Il calcolo usa la stessa funzione del calcolatore stipendio lordo-netto di questo sito, così i due strumenti non possono dare risultati diversi. Restano fuori, oltre all'addizionale comunale, le detrazioni per familiari a carico e gli oneri deducibili, che dipendono dalla situazione personale e sposterebbero il confronto su un terreno non più omogeneo.
Perché questo divario esiste
L'addizionale regionale nasce con il decentramento fiscale: alle regioni è riconosciuta la facoltà di stabilire un'aliquota propria entro limiti fissati dalla legge statale, e chi ha bilanci sanitari in disavanzo è tenuto ad applicare le maggiorazioni previste dai piani di rientro. Il risultato è che le aliquote più alte si concentrano nelle regioni con i conti della sanità più difficili, mentre le province autonome, che godono di un'autonomia finanziaria diversa, possono permettersi di azzerare il prelievo sotto una certa soglia.
Va detto con onestà: quel divario di 47,84 € al mese non è una ragione sufficiente per scegliere dove vivere, e va letto insieme al costo della vita locale, che varia molto di più. È però un dato che vale la pena conoscere quando si valuta un trasferimento già deciso per altri motivi, o quando si confrontano due offerte di lavoro in regioni diverse a parità di lordo.
Domande frequenti
Su una retribuzione lorda di 30.000 euro l'anno la differenza fra la regione più favorevole e quella meno favorevole è di 621,89 euro l'anno, cioè 47,84 euro al mese. Il divario nasce esclusivamente dall'addizionale regionale all'IRPEF, perché tutto il resto — aliquote IRPEF, contributi INPS, detrazioni per lavoro dipendente — è identico su tutto il territorio nazionale. Va aggiunta poi l'addizionale comunale, che qui non è conteggiata perché varia da comune a comune e può arrivare allo 0,9% dell'imponibile.
Per due meccanismi diversi, entrambi previsti dalle norme provinciali. La Provincia autonoma di Trento riconosce una deduzione di 30.000 euro a chi ha un reddito imponibile non superiore a 30.000: sotto quella soglia la base imponibile dell'addizionale diventa zero. Bolzano invece applica l'aliquota ordinaria ma concede una detrazione d'imposta di 430,50 euro a chi ha un imponibile fino a 90.000 euro: su un imponibile di 27.243 euro l'addizionale dovuta è inferiore alla detrazione, quindi il saldo è zero. In nessuno dei due casi nasce un credito d'imposta: la detrazione non può generare un rimborso.
Di regola sì: le aliquote riferite ai diversi scaglioni si applicano in modo progressivo, esattamente come per l'IRPEF nazionale. Esistono però eccezioni esplicite. Il caso più netto è il Friuli-Venezia Giulia, per il quale le istruzioni ufficiali precisano che «non vigendo il principio di progressività per scaglioni, si applica un'unica aliquota per tutta la base imponibile»: sopra i 15.000 euro l'aliquota dell'1,23% si applica quindi sull'intero reddito e non solo sulla parte eccedente. Ignorare questa differenza è l'errore più comune nei confronti fra regioni, e su alcuni redditi vale diverse decine di euro.
No, e la scelta è deliberata. L'addizionale comunale è deliberata da ciascuno degli oltre 7.900 comuni italiani, con aliquote che vanno dall'esenzione totale fino allo 0,9%, spesso con soglie di esenzione legate al reddito. Un confronto fra regioni che la includesse dovrebbe scegliere un comune di riferimento per ciascuna, e quella scelta cambierebbe la classifica in modo arbitrario. Qui trovi quindi la sola componente regionale, che è omogenea per tutti i residenti della stessa regione; per il conto completo sul tuo comune usa il calcolatore dello stipendio netto, dove puoi inserire entrambe le aliquote.
L'ordine delle regioni può cambiare, e in alcuni casi cambia parecchio. Diverse regioni prevedono agevolazioni che si attivano o si spengono a soglie precise — 15.000, 28.000, 50.000 euro di imponibile — quindi una regione conveniente a 30.000 euro può non esserlo a 60.000. Il Lazio e l'Umbria, per esempio, disapplicano le proprie maggiorazioni solo fino a 28.000 euro di imponibile: appena sopra quella soglia l'addizionale sale in modo brusco. Per un reddito diverso dal nostro, il calcolo va rifatto con le aliquote della propria regione.
Fonti ufficiali
- Dipartimento delle Finanze (MEF) — Addizionale regionale all'IRPEF, aliquote applicabili per il 2026
- Agenzia delle Entrate — Istruzioni per la liquidazione e il controllo del mod. 730/2026, Allegato C, par. 19.24.3 e 19.24.3.1 (modalità di calcolo e casi particolari regione per regione)
- Agenzia delle Entrate — Aliquote e calcolo dell'IRPEF
- Normattiva — L. 207/2024, art. 1 commi 4-9: riduzione del cuneo fiscale