⚖️ Tipo di credito
📅 Periodo di ritardo
📊 Tasso di mora
%

Il tasso BCE cambia ogni semestre. Verifica il valore vigente su bancaditalia.it. Primo semestre 2026: 2,15% (comunicato MEF, G.U. n.15/2026). La BCE ha rialzato il tasso di riferimento al 2,40% dall'11/6/2026: il valore per il 2° semestre 2026 è impostato di default a 2,40%, in attesa della conferma ufficiale nella Gazzetta Ufficiale. Aggiorna il campo con il tasso del semestre in cui matura il ritardo.

Spread D.Lgs. 231/2002 + 8,00%
Tasso mora commerciale

€40 (crediti <€1.000) · €70 (€1.000–€9.999) · €100 (≥€10.000). Applicabile solo a transazioni commerciali.

Consigliato da CalcolaPro
Amazon Prime — 30 giorni gratis
Spedizioni rapide e gratuite, Prime Video, musica e molto altro.
Prova gratis →

Interessi di mora: guida pratica per freelance e PMI

Se hai una fattura non pagata entro i termini concordati, hai il diritto di richiedere gli interessi di mora senza bisogno di messa in mora formale — almeno nelle transazioni commerciali. Ecco tutto quello che devi sapere, un tema che riguarda da vicino anche chi opera in regime forfettario.

Il D.Lgs. 231/2002: la norma di riferimento per i pagamenti B2B

Il Decreto Legislativo 231/2002 recepisce la Direttiva europea 2011/7/UE sui ritardi nei pagamenti nelle transazioni commerciali. Si applica a tutte le transazioni tra imprese (B2B) e tra imprese e PA, e stabilisce che:

Come si calcola il tasso di mora commerciale

Il tasso di mora per transazioni commerciali è composto da due parti:

Esempio pratico: se il ritardo matura nel 2° semestre 2026, il tasso di riferimento è il 2,40% e quindi il tasso di mora è: 2,40% + 8% = 10,40% annuo. Lo stesso tasso di riferimento BCE incide anche sui rendimenti dei conti deposito.

Formula: Interessi = Capitale × (Tasso mora / 365) × Giorni ritardo

L'indennità forfettaria per le spese di recupero

Il D.Lgs. 231/2002 (art. 6) prevede, in aggiunta agli interessi, un'indennità forfettaria automatica di €40 per le spese di recupero del credito, dovuta per ogni singola transazione commerciale in ritardo, indipendentemente dall'importo del credito. Non è soggetta a IVA e si aggiunge agli interessi di mora. Se le spese effettive di recupero (avvocato, solleciti, ecc.) superano l'indennità, puoi richiedere il rimborso delle spese aggiuntive documentate. Se il mancato incasso crea intanto problemi di liquidità, può valere la pena valutare anche un prestito personale ponte.

Domande frequenti

Invia una raccomandata A/R o PEC all'indirizzo legale del debitore. Nella richiesta specifica: importo del credito, data di scadenza, numero di giorni di ritardo, tasso di mora applicato (BCE % + 8%), totale interessi maturati e indennità forfettaria richiesta. Il calcolatore sopra genera il testo da usare. Conserva copia di tutti i documenti.
No, se il rapporto rientra nel D.Lgs. 231/2002. Il diritto agli interessi di mora decorre automaticamente senza bisogno di messa in mora. In caso di contestazione, puoi agire con decreto ingiuntivo. Le clausole contrattuali che escludono o limitano gli interessi di mora sono nulle se "gravemente inique" ai sensi del D.Lgs. 231/2002.
Sì, se decidi di emetterli formalmente. Gli interessi di mora costituiscono un corrispettivo imponibile IVA se pagati da soggetti passivi. Emetti una nota di debito separata con dicitura "interessi di mora ex D.Lgs. 231/2002" e specifica il periodo di maturazione. L'indennità forfettaria è invece esente IVA (compensazione danni, non corrispettivo).
No. Il D.Lgs. 231/2002 si applica solo alle transazioni commerciali, cioè tra imprese e/o tra imprese e pubblica amministrazione. Per i crediti verso privati consumatori si applica l'art. 1284 del Codice Civile con il tasso legale (1,60% dal 1° gennaio 2026). In questi casi di solito è necessaria anche una messa in mora formale (raccomandata/PEC) prima che gli interessi inizino a decorrere.
Per le transazioni commerciali (B2B), si applica il D.Lgs. 231/2002: gli interessi di mora decorrono automaticamente dal giorno successivo alla scadenza pattuita (o ai 30 giorni dalla data fattura se non concordato). Il tasso è: tasso di riferimento BCE semestralmente vigente + 8 punti percentuali. Formula: Interessi = Capitale × (Tasso mora / 365) × Giorni di ritardo.
Per il secondo semestre 2026 (1° luglio - 31 dicembre) il tasso di riferimento è il 2,40%, quindi il tasso di mora commerciale è il 10,40%: lo ha fissato il comunicato MEF pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 163 del 16 luglio 2026. Nel primo semestre 2026 era il 10,15%. La regola non cambia mai: tasso di riferimento BCE del primo giorno del semestre più 8 punti percentuali.
Il D.Lgs. 231/2002 (art. 6) prevede, per ogni transazione commerciale in ritardo, un'indennità forfettaria fissa di €40 per i costi di recupero del credito, indipendentemente dall'importo del credito. Questa indennità si aggiunge agli interessi di mora ed è dovuta automaticamente, senza bisogno di messa in mora. Resta salvo il diritto al risarcimento del maggior danno se documentato.
Nelle transazioni commerciali (D.Lgs. 231/2002): se non è indicata una scadenza nel contratto/fattura, gli interessi decorrono automaticamente dopo 30 giorni dalla ricezione della fattura (o della merce/servizio). Se la scadenza è pattuita, gli interessi decorrono dal giorno successivo alla scadenza. Non occorre alcuna messa in mora formale.
Sì. Per i crediti civili tra privati (non transazioni commerciali tra imprese), si applica il tasso legale, stabilito annualmente dal MEF con decreto ministeriale. Il tasso legale è fissato ogni anno dal MEF con decreto: per il 2026 è l'1,60% (D.M. 10 dicembre 2025, G.U. n. 289 del 13 dicembre 2025), dopo il 2,00% del 2025 e il 2,50% del 2024. Gli interessi moratori tra privati di solito richiedono anche una messa in mora formale (raccomandata/PEC).
Sì. Oltre agli interessi di mora e all'indennità forfettaria, puoi richiedere il risarcimento integrale dei costi di recupero del credito (spese legali, spese di sollecito, costi di consulenza) se dimostri che sono superiori all'indennità forfettaria. In caso di ricorso a decreto ingiuntivo, le spese legali sono generalmente condannate a carico del debitore inadempiente.
Sì. L'indennità forfettaria di recupero crediti (€40 fissi, indipendentemente dall'importo del credito) si somma separatamente agli interessi di mora. Non è soggetta a IVA. Nella richiesta di pagamento, presentala come voce separata rispetto agli interessi di mora calcolati sulla base del tasso BCE + 8%.

Fonti ufficiali

Fonti consultate a luglio 2026.