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Come calcolare il prezzo orario da freelance in Italia
Stabilire la giusta tariffa oraria è una delle decisioni più importanti per un libero professionista. Molti freelance commettono l'errore di fissare prezzi troppo bassi, non considerando tasse, contributi INPS, ferie e periodi senza lavoro.
La formula corretta
Il prezzo orario giusto si calcola partendo dal reddito netto che vuoi guadagnare, aggiungendo le imposte (IRPEF o imposta sostitutiva in regime forfettario), i contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS e tutte le spese operative mensili. Il totale va poi diviso per le ore effettivamente fatturabili nell'anno, escludendo ferie, malattie e festività.
Regime forfettario vs. ordinario
In regime forfettario con imposta sostitutiva al 15% (o 5% per i primi 5 anni), il carico fiscale è ridotto e la contabilità semplificata. In regime ordinario, si applicano le aliquote IRPEF progressive che possono arrivare al 43% per i redditi più alti.
Non dimenticare le ore non fatturabili
Un freelance dedica in media il 30–40% del proprio tempo ad attività non fatturabili: ricerca clienti, preventivi, email, formazione, contabilità. Per questo il numero di ore davvero fatturabili al giorno è spesso 5–6, anche lavorando 8–9 ore.
Tariffe orarie freelance 2026: range per categoria professionale
Usa questa tabella come benchmark per valutare se la tua tariffa è competitiva. I valori si riferiscono al mercato italiano 2026, per professionisti con partita IVA. La tariffa "Senior" include esperienza, portfolio solido e specializzazione verticale.
| Categoria | Junior (€/ora) | Mid (€/ora) | Senior (€/ora) | Note |
|---|---|---|---|---|
| Sviluppatore web/mobile | 25–35 | 40–60 | 70–120 | Backend/fullstack in cima al range |
| Designer grafico/UX | 20–30 | 35–55 | 60–90 | Portfolio forte +20% |
| Copywriter/Content SEO | 15–25 | 30–50 | 55–80 | SEO specialist +15–20% |
| Consulente marketing | 25–40 | 50–80 | 90–150 | Performance/growth premium |
| Commercialista/consulente fiscale | 40–60 | 70–100 | 110–180 | Iscrizione albo richiesta |
Range indicativi per il mercato italiano. Le tariffe variano in base alla specializzazione, al portfolio clienti e alla reputazione. I valori escludono IVA (da aggiungere se in regime ordinario).
La formula per calcolare la tariffa oraria giusta
La tariffa oraria corretta si calcola così: (Reddito netto desiderato + Tasse + Contributi INPS + Costi fissi) ÷ Ore fatturabili annue. Esempio pratico: sviluppatore web che vuole 3.000 €/mese netti → 36.000 € netti annui + IRPEF ~10.800 € + INPS gestione separata ~12.400 € + costi fissi ~2.400 € = 61.600 € lordi ÷ 1.200 ore fatturabili = 51 €/ora minimo. Con markup del 20% per negoziazioni: 61 €/ora. In regime forfettario con imposta sostitutiva al 15%, il calcolo cambia significativamente riducendo il carico fiscale.
Domande frequenti sulla tariffa oraria freelance
Il prezzo orario corretto si calcola partendo dal reddito netto desiderato annuo, aggiungendo tasse, contributi INPS, spese operative e un buffer per imprevisti. Poi si divide per le ore effettivamente fatturabili in un anno (solitamente 1.000-1.400 ore, dopo aver sottratto ferie, malattia, formazione e tempo per trovare nuovi clienti). La formula base è: tariffa = (costi totali annui) ÷ ore fatturabili.
Non esiste un unico riferimento, ma in Italia un freelance esperto in campi tecnici (sviluppo software, ingegneria, design UX) applica tariffe tra 40 e 150€/ora. Consulenti di marketing, copywriter e grafici si attestano tra 25 e 80€/ora. I neolaureati o chi inizia l'attività parte spesso da 20-35€/ora. La cosa fondamentale è calcolare il tuo costo reale prima di stabilire il prezzo.
Un freelance in regime forfettario paga l'imposta sostitutiva del 15% (5% per i primi 5 anni) sul reddito imponibile, calcolato applicando il coefficiente di redditività al fatturato. A questa si aggiungono i contributi INPS della Gestione Separata (circa 26,07% del reddito netto). Non si applica IVA e non si tiene la contabilità ordinaria, semplificando notevolmente gli adempimenti.
Conviene considerare la SRL quando il fatturato supera costantemente 80.000-100.000€ all'anno, si vuole separare il patrimonio personale dall'attività, si hanno soci o si prevede una crescita significativa. La SRL ha costi fissi più elevati (commercialista, diritti camerali, IRES 24% + IRAP) ma offre maggiore protezione patrimoniale e può essere più efficiente fiscalmente ad alti redditi.
Con 2.000 € netti/mese desiderati (24.000 € annui netti), in regime forfettario (coefficiente 78%, imposta 15%) devi fatturare circa 36.000-38.000 € lordi/anno. In regime ordinario, con IRPEF e contributi INPS gestione separata, il fatturato necessario sale a 45.000-48.000 €. Usa il calcolatore sopra inserendo 2.000 € come reddito netto mensile desiderato per una stima precisa basata sul tuo regime fiscale.
Sì, ma solo in modo occasionale: il reddito da lavoro autonomo occasionale è esente da IVA e non richiede la partita IVA fino a 5.000 € annui. Superata questa soglia si è obbligati ad aprire la partita IVA. I redditi occasionali fino a 5.000 € annui sono esenti da contributi INPS ma vanno dichiarati in UNICO/730 e soggetti a IRPEF ordinaria. Oltre i 5.000 € l'apertura è obbligatoria per legge.
La regola d'oro è accantonare il 30-40% di ogni pagamento ricevuto per tasse, contributi e riserva di emergenza. In regime forfettario i contributi INPS si pagano in acconto e saldo annuali, non mensilmente, quindi è essenziale tenere la liquidità separata. Un fondo di emergenza equivalente a 3-6 mesi di spese personali è il minimo raccomandato per chi lavora in autonomia.
Confronta la tua tariffa con i range della tabella sopra per la tua categoria e livello di seniority. Puoi anche verificare le offerte su piattaforme come Upwork, Freelancer.com e i gruppi LinkedIn/Slack di settore. Se ricevi molte richieste e non riesci a gestire tutti i clienti, probabilmente il tuo prezzo è troppo basso. Se invece fai fatica a chiudere preventivi, potrebbe essere utile rivedere come presenti il valore del tuo lavoro piuttosto che abbassare la tariffa.
Costi fissi da includere nel calcolo della tariffa
Il prezzo orario deve coprire molto più del tuo guadagno netto. Come freelance paghi di tasca tua tutto ciò che un'azienda copre per il dipendente. Ecco i costi che la maggior parte dei liberi professionisti italiani sottovaluta:
- Contributi INPS Gestione Separata (26,07% nel 2026): si calcolano sul reddito imponibile netto. Su 30.000 € di reddito annuo valgono circa 7.800 € — il costo nascosto più frequentemente ignorato da chi apre la partita IVA.
- IRPEF a scaglioni: in regime ordinario dal 23% (fino a 28.000 €) al 43% (oltre 50.000 €), calcolata sul reddito netto al netto dei contributi previdenziali. Si versa in acconto a novembre e saldo a giugno dell'anno successivo.
- IVA da versare trimestralmente: in regime ordinario l'IVA al 22% che incassi dai clienti non è reddito — va versata all'Erario ogni trimestre (scadenze: 16 maggio, 16 agosto, 16 novembre, 16 marzo). Non contarla come guadagno disponibile.
- Software e strumenti: software di fatturazione elettronica (~200 €/anno), suite creative (Adobe CC, Figma: 600–1.200 €/anno), hardware, hosting, domini. Tra tutti, spesso 1.500–3.000 €/anno.
- Commercialista: 1.500–3.000 €/anno per un professionista competente. Indispensabile per evitare errori nelle dichiarazioni e ottimizzare il carico fiscale, soprattutto nella transizione tra regime forfettario e ordinario.
- Assicurazione RC professionale: 300–800 €/anno. Obbligatoria per avvocati, medici e ingegneri iscritti ad albo; fortemente consigliata per tutti gli altri.
- Formazione continua: corsi online, certificazioni, libri di settore. Stima 500–1.500 €/anno. Il mancato aggiornamento si traduce in tariffe stagnanti e clienti persi a favore di chi investe.
- Ferie, malattia e periodi a bassa domanda: ogni giorno non lavorato è reddito perso. Stima circa il 20% delle giornate annue come non fatturabili per malattia, festività e stagionalità.
Regime forfettario e risparmio fiscale: se sei in regime forfettario con coefficiente di redditività al 78% (la maggior parte delle professioni tecniche e creative — sviluppatori, designer, consulenti), l'imposta sostitutiva è solo il 15%, oppure il 5% per i primi 5 anni dall'apertura della partita IVA. Questo vantaggio cambia il calcolo in modo significativo: su 40.000 € di fatturato puoi risparmiare 4.000–8.000 € rispetto al regime ordinario. Per una stima precisa sul tuo caso, usa il calcolo tasse partita IVA oppure simula il tuo stipendio con il tool per convertire il lordo in netto. Se vuoi strutturare la tua pianificazione finanziaria da libero professionista, usa il calcolatore per pianificare i risparmi da freelance.