🏠 L'immobile che vendi

Inserisci la data dell'atto notarile di acquisto.

Se hai abitato l'immobile come residenza principale per la maggior parte del periodo di possesso, la plusvalenza è esente da tasse (Art. 67 c. 1 lett. b TUIR).

Regola della legge di bilancio 2024: se vendi entro dieci anni dalla fine dei lavori Superbonus la plusvalenza è tassabile anche se possiedi l'immobile da oltre cinque anni (art. 67 c. 1 lett. b-bis TUIR). Oltre i dieci anni torna la regola ordinaria. Attenzione anche all'esenzione per abitazione principale: in questo caso non basta averla abitata per la maggior parte del possesso, serve per la maggior parte dei dieci anni precedenti la vendita.

💶 Prezzi e spese

Il prezzo che risulta nell'atto notarile di acquisto.

Notaio, agenzia, imposta di registro/IVA, imposte ipocatastali, ecc. pagate all'acquisto.

Solo ristrutturazioni straordinarie con fatture (bagno, cucina, impianti). Non manutenzione ordinaria né spese condominiali.

Le spese sostenute per vendere l'immobile (provvigione agenzia, spese notarili di vendita).

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Plusvalenza immobiliare 2026: guida completa

Quando vendi un immobile a un prezzo superiore a quello a cui lo hai acquistato, realizzi una plusvalenza immobiliare. Questa plusvalenza può essere tassata (o essere esente), a seconda delle circostanze specifiche della cessione.

Le regole di esenzione (quando non si paga nulla)

La plusvalenza è esente nei seguenti casi:

Attenzione: dal 2024, per gli immobili con Superbonus 110%, la vendita entro 10 anni dalla fine dei lavori genera plusvalenza tassabile anche se il possesso supera i 5 anni.

Come scegliere tra 26% e IRPEF ordinaria

Se la plusvalenza è tassabile, puoi scegliere tra due regimi:

Domande frequenti

Si calcola sempre sul prezzo effettivo dichiarato nell'atto notarile. A differenza dell'imposta di registro (dove il contribuente può scegliere la base catastale per gli immobili a uso abitativo), la plusvalenza fiscale si basa sui prezzi reali di compravendita. L'Agenzia delle Entrate può comunque verificare che il prezzo dichiarato sia congruente con i valori di mercato della zona.
Il periodo di 5 anni per gli immobili ricevuti in donazione si computa dalla data di acquisto originale del donante, non dalla data della donazione (regola introdotta dal D.L. 223/2006, non recente). Questo significa che se il tuo donante aveva la casa da oltre 5 anni al momento della donazione, potresti già essere esente anche se tu hai ricevuto la donazione da poco tempo. Nota distinta: la Legge di Bilancio 2024 ha introdotto una regola specifica per gli immobili donati con Superbonus 110% (il quinquennio si calcola da fine lavori).
No. Gli interessi passivi del mutuo e le rate pagate non sono deducibili dalla plusvalenza immobiliare. Puoi dedurre solo: il prezzo di acquisto, le spese notarili e le imposte al momento dell'acquisto, le spese per ristrutturazioni straordinarie documentate con fatture e le spese di intermediazione immobiliare al momento dell'acquisto. Alcune di queste spese possono essere detratte in dichiarazione dei redditi (730), ma non riducono la base imponibile della plusvalenza.
Se scegli l'imposta sostitutiva del 26%, la paghi direttamente al notaio il giorno del rogito: il notaio funge da sostituto d'imposta e versa il tributo all'Erario. Se invece scegli la tassazione ordinaria IRPEF, la plusvalenza va dichiarata nel 730 o nel Modello Redditi dell'anno successivo alla vendita, e la tassa è inclusa nel saldo/acconto IRPEF del rigo D5.