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TFR in azienda e Fondo di Tesoreria INPS si rivalutano allo stesso modo (1,5% + 75% ISTAT): cambia chi ne sostiene l'onere, non l'importo per te. Il conferimento a fondo pensione segue invece regole diverse.

📊 Parametri avanzati
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La rivalutazione TFR = 1,5% fisso + 75% dell'inflazione ISTAT

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Il datore applica un'aliquota provvisoria calcolata sugli scaglioni IRPEF (per redditi medio-bassi è vicina al 23%, ma può salire fino al 43%)

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Come si calcola il TFR nel 2026

Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto), comunemente chiamato liquidazione, è una quota della retribuzione che il datore di lavoro trattiene ogni anno e che viene erogata al lavoratore dipendente alla cessazione del rapporto di lavoro — per qualsiasi motivo: licenziamento, dimissioni, pensionamento o scadenza del contratto. Non si tratta di un bonus o di una gratifica: è una parte della retribuzione che spetta di diritto a ogni lavoratore dipendente del settore privato ai sensi dell'art. 2120 del Codice Civile.

La formula ufficiale di calcolo del TFR

Ogni anno viene accantonato un importo pari alla retribuzione annua lorda divisa per 13,5, meno il contributo dello 0,50% previsto dall'art. 3 della legge 297/1982: al netto, l'accantonamento è il 6,91% della retribuzione. Con una RAL di 30.000 €: 30.000 / 13,5 = 2.222 €, meno 150 € di contributo, fa 2.072 € l'anno. Questa quota viene rivalutata ogni anno al 31 dicembre con un tasso pari all'1,5% fisso più il 75% dell'aumento dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per operai e impiegati. Con un'inflazione media del 2%, la rivalutazione totale è: 1,5% + (75% × 2%) = 3% annuo.

Esempio pratico con RAL 30.000 € e 10 anni di servizio

Senza rivalutazione, il TFR lordo sarebbe: 2.072 × 10 = 20.722 €. Applicando una rivalutazione media del 3% annuo composta per 10 anni, il TFR lordo rivalutato sale a circa 24.109 €. Applicando la tassazione separata al 23%, l'imposta stimata è circa 5.545 €, per un TFR netto di circa 18.564 €. Il calcolatore sopra esegue questo calcolo automaticamente per qualsiasi combinazione di RAL, anni e inflazione stimata.

Tabella TFR maturato per RAL e anni di servizio (2026)

Valori indicativi del TFR lordo maturato senza rivalutazione (6,91% della RAL per ogni anno, cioè RAL / 13,5 al netto del contributo dello 0,50%). La rivalutazione reale aumenta questi importi del 2-4% annuo composto a seconda dell'inflazione.

RAL annua5 anni10 anni15 anni20 anni30 anni
20.000 €6.907 €13.815 €20.722 €27.630 €41.444 €
28.000 €9.670 €19.341 €29.011 €38.681 €58.022 €
35.000 €12.088 €24.176 €36.264 €48.352 €72.528 €
50.000 €17.269 €34.537 €51.806 €69.074 €103.611 €

Valori lordi senza rivalutazione ISTAT. Il TFR reale rivalutato è superiore del 15-50% in base alla durata del servizio. Usa il calcolatore sopra per una stima personalizzata.

Come viene tassato il TFR: la tassazione separata

Il TFR gode di un regime fiscale privilegiato chiamato tassazione separata: il suo importo non si somma agli altri redditi dell'anno ma viene tassato autonomamente con l'aliquota media IRPEF degli ultimi 5 anni di lavoro. Questo meccanismo evita che un'entrata straordinaria come la liquidazione faccia salire il lavoratore in scaglioni IRPEF più alti.

Come funziona in pratica: al momento della cessazione del rapporto di lavoro, il datore applica una ritenuta a titolo d'acconto calcolata sugli scaglioni IRPEF del reddito di riferimento (TFR diviso gli anni di servizio, moltiplicato per 12): per redditi medio-bassi il risultato è vicino al 23% (primo scaglione), ma può arrivare fino al 43% per TFR elevati o lunga anzianità. Successivamente, l'Agenzia delle Entrate ricalcola l'imposta definitiva sulla base dell'aliquota IRPEF media effettiva degli ultimi 5 anni. Se l'aliquota definitiva è inferiore a quella provvisoriamente trattenuta, il lavoratore riceve un rimborso; se è superiore, viene emessa una cartella per il conguaglio (caso raro per i redditi medi).

Esempio pratico: su un TFR lordo di 24.000 € con aliquota media 23%: imposta stimata = 5.520 €; TFR netto = 18.480 €. Per chi ha avuto redditi più bassi e un'aliquota media effettiva del 18%, il TFR netto sale a circa 19.680 €.

TFR in azienda, INPS o fondo pensione: cosa conviene nel 2026?

La scelta sulla destinazione del TFR è una decisione che molti lavoratori non valutano abbastanza. Ecco un confronto completo delle tre opzioni:

CaratteristicaTFR in azienda
(<50 dip.)
Fondo INPS
(≥50 dip.)
Fondo pensione
complementare
Rivalutazione garantita1,5% + 75% ISTAT (~3%)1,5% + 75% ISTAT (~3%)Variabile (storico 3–6%)
Deducibilità fiscaleNoNoSì, fino a 5.164 €/anno
Tassazione all'uscita~23% (tassazione separata)~23% (tassazione separata)9–15% (agevolata)
AnticipazioneSì, dopo 8 anni (70% max)Sì, dopo 8 anni (70% max)Sì, dopo 8 anni (75% max)
Contributo datoreNoNoSì, se previsto dal CCNL
Rischio di creditoProtetto dal Fondo INPSProtetto dall'INPSPatrimonio separato

Per la maggior parte dei lavoratori under 45 con orizzonte lungo, il fondo pensione complementare è la scelta più vantaggiosa: la fiscalità agevolata all'uscita (9–15% vs 23%) e la deducibilità dei contributi versati producono un beneficio fiscale complessivo significativo nel lungo periodo. Per chi ha invece poca propensione al rischio o è vicino alla pensione, il TFR in azienda offre la certezza di una rivalutazione garantita.

Leggi anche: calcolatore pensione INPS 2026 e calcola il tuo stipendio netto da lordo per pianificare il tuo futuro previdenziale in modo completo.

Domande frequenti sul TFR e la liquidazione 2026

Sì, il TFR viene erogato alla cessazione del rapporto di lavoro per qualsiasi motivo: licenziamento, dimissioni, pensionamento o scadenza del contratto. Nel settore privato il pagamento avviene generalmente entro 30–60 giorni dalla cessazione. Per i dipendenti pubblici i tempi sono più lunghi: fino a 2 anni per chi va in pensione anticipata, fino a 3 mesi per chi raggiunge l'età pensionabile ordinaria.

Sì, dopo almeno 8 anni di servizio è possibile richiedere un anticipo fino al 70% del TFR maturato per: acquisto o ristrutturazione della prima casa, spese sanitarie straordinarie documentate, congedi formativi o per maternità/paternità. L'anticipazione è concessa una sola volta nel corso del rapporto di lavoro e il TFR anticipato è soggetto alla stessa tassazione separata della liquidazione finale.

In caso di fallimento del datore di lavoro, il TFR è protetto dal Fondo di Garanzia INPS (art. 2 L. 297/1982). Questo fondo interviene quando l'azienda è insolvente e non è in grado di corrispondere il TFR. Il lavoratore deve presentare domanda all'INPS con la documentazione del credito da lavoro (sentenza di fallimento o certificazione del commissario liquidatore).

No, il TFR non va incluso nel 730 perché è soggetto a tassazione separata e non ordinaria. Il datore di lavoro applica la ritenuta a titolo d'acconto e l'Agenzia delle Entrate provvede autonomamente al conguaglio definitivo nei mesi successivi. Tuttavia, se l'Agenzia delle Entrate determina un'imposta definitiva diversa, potrebbe inviare una comunicazione separata (rimborso o cartella).

Per un lavoratore part-time il TFR si calcola sulla RAL proporzionata all'orario di lavoro effettivo. Un part-time al 50% con RAL equivalente full-time di 30.000 € avrà una RAL effettiva di 15.000 €, quindi accumula il 6,91% di 15.000 € = 1.036 € di TFR ogni anno anziché 2.072 €. Il meccanismo di rivalutazione e tassazione separata rimane identico a quello del lavoro a tempo pieno.

Per periodi inferiori all'anno, l'accantonamento è proporzionale ai mesi lavorati. Per ogni mese si accantona il 6,91% della RAL diviso 12. Esempio: 6 mesi con RAL 30.000 € = 2.072 / 12 × 6 = 1.036 €, cui si aggiunge la rivalutazione maturata nel periodo. I giorni vengono calcolati dividendo ulteriormente per 30 (mese commerciale). I contratti a termine hanno le stesse regole dei contratti a tempo indeterminato.

Sì, il TFR è cumulabile con qualsiasi prestazione pensionistica. Non è una prestazione previdenziale ma una retribuzione differita: chi va in pensione riceve il TFR maturato indipendentemente dall'importo della pensione mensile. Per i dipendenti pubblici il TFR (denominato ufficialmente TFS, Trattamento di Fine Servizio) ha tempi di erogazione più lunghi rispetto al settore privato.

Sì, è possibile destinare il TFR maturando (quello futuro) a un fondo pensione in qualsiasi momento del rapporto di lavoro, tramite comunicazione scritta al datore di lavoro. Il TFR già accumulato in azienda rimane lì fino alla cessazione del rapporto, salvo diverse previsioni del fondo pensione scelto che in alcuni casi permette di trasferire anche il pregresso. La scelta è irreversibile.

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