La retribuzione lorda mensile che percepiresti lavorando normalmente (voci fisse della busta paga). La trovi sul cedolino o sul CCNL.
L'importo è identico nei due casi: cambiano solo le causali e la durata massima del trattamento.
100% = sospensione totale (zero ore). Inserisci una percentuale inferiore in caso di riduzione parziale dell'orario (es. 50% se lavori metà delle ore).
Numero di mesi di cassa integrazione previsti, per stimare il totale percepito. La CIGO arriva a 13 settimane (circa 3 mesi), la CIGS fino a 24 mesi.
Altri strumenti per la sospensione e la fine del lavoro
La cassa integrazione è una delle tutele INPS del reddito: confrontala con la NASpI e verifica come cambia il tuo stipendio netto.
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Cassa integrazione 2026: come si calcola l'importo netto
La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) è il trattamento con cui l'INPS sostituisce, in tutto o in parte, la retribuzione dei lavoratori quando l'azienda riduce o sospende l'attività. Serve a mantenere il rapporto di lavoro e un reddito nei periodi di difficoltà, senza arrivare al licenziamento. Le due forme principali sono la CIGO (ordinaria) e la CIGS (straordinaria): cambiano le causali e la durata, ma il meccanismo di calcolo dell'importo è lo stesso.
Come si calcola l'indennità: 80% entro il massimale
L'indennità di cassa integrazione è pari all'80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese tra le zero e le 40 ore settimanali. Su questo importo si applica una riduzione contributiva del 5,84%, prevista dall'art. 26 della legge n. 41/1986. Per un calcolo rapido si può quindi moltiplicare la retribuzione persa direttamente per il 75,328% (cioè 80% × 0,9416): il risultato è l'importo che l'INPS eroga al netto della trattenuta, ma ancora al lordo dell'IRPEF.
C'è però un tetto: l'indennità non può superare il massimale mensile stabilito ogni anno dall'INPS. Il massimale è rapportato alle ore integrate, quindi in caso di riduzione parziale dell'orario (e non di sospensione totale) viene proporzionato di conseguenza. Chi ha una retribuzione medio-bassa riceve l'80% pieno; chi guadagna di più vede il proprio importo "tagliato" dal massimale, con una copertura percentuale della retribuzione più bassa.
Il massimale unico 2026: 1.423,69 € lordi
Con la circolare n. 4 del 28 gennaio 2026, l'INPS ha fissato il massimale mensile 2026 per CIGO, CIGS, CISOA e assegno di integrazione salariale del FIS a 1.423,69 € lordi, che diventano 1.340,56 € netti dopo la riduzione del 5,84%. A differenza del passato, dal 1° gennaio 2022 esiste un unico massimale, valido per tutte le retribuzioni: la vecchia distinzione in due fasce (un massimale più basso per le retribuzioni fino a una certa soglia e uno più alto oltre) è stata abolita. Il valore viene rivalutato ogni anno in base alla variazione dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.
CIGO e CIGS: quali differenze
Le due casse integrazioni rispondono a situazioni diverse. Ecco un quadro sintetico:
- CIGO (Ordinaria) — copre eventi temporanei e transitori non imputabili all'azienda o ai lavoratori: cali di commesse, mancanza di materie prime, eventi meteo. Dura fino a 13 settimane continuative, prorogabili fino a 52 settimane in un biennio mobile. Riguarda soprattutto industria manifatturiera ed edilizia.
- CIGS (Straordinaria) — interviene per crisi aziendali, riorganizzazioni o contratti di solidarietà. Dura fino a 24 mesi (36 per la solidarietà) in un quinquennio mobile e riguarda le aziende che superano una determinata soglia dimensionale (di norma più di 15 dipendenti).
In entrambi i casi l'importo dell'indennità e il massimale sono identici: la scelta tra ordinaria e straordinaria dipende dalla causale e dalle caratteristiche dell'azienda, non incide sull'assegno del singolo lavoratore.
Tassazione: IRPEF sì, contributi no
L'indennità di cassa integrazione è soggetta a IRPEF come reddito da lavoro dipendente: chi la eroga (INPS o azienda come sostituto d'imposta) applica la ritenuta d'acconto alla fonte. Poiché durante la CIG si applicano spesso aliquote più contenute, in fase di dichiarazione dei redditi può emergere un conguaglio a debito. Sull'indennità non si applicano invece i contributi previdenziali a carico del lavoratore. Al contempo, il periodo di cassa integrazione è coperto da contributi figurativi, utili ai fini della pensione sia per il diritto sia per la misura dell'assegno.
Esempio di calcolo
Prendiamo un lavoratore con retribuzione mensile lorda di 1.600 € in sospensione totale (zero ore). L'indennità lorda è 1.600 × 80% = 1.280 €; poiché è inferiore al massimale lordo (1.423,69 €), non viene tagliata. Applicando la riduzione del 5,84% si ottiene un'indennità netta di circa 1.205 € al mese (ancora da tassare con l'IRPEF), pari a circa il 75% dello stipendio. Un collega con 2.800 € lordi, invece, avrebbe un'indennità teorica di 2.240 € che viene però limitata al massimale: incassa quindi 1.340,56 € netti, cioè meno del 50% dello stipendio pieno. È l'effetto del massimale, che penalizza le retribuzioni più alte. Inserisci i tuoi dati nel simulatore qui sopra per vedere il tuo caso specifico.
Come e quando si richiede
La domanda di cassa integrazione la presenta l'azienda all'INPS, dopo l'esame congiunto con le rappresentanze sindacali quando previsto. Il lavoratore non deve fare nulla: nella CIGO l'azienda di norma anticipa l'importo in busta paga e lo recupera a conguaglio con i contributi; in alternativa, e più spesso nella CIGS o nelle aziende in difficoltà, l'INPS effettua il pagamento diretto. In quest'ultimo caso i tempi possono essere più lunghi. L'onere resta comunque a carico dell'INPS, mentre l'azienda versa un contributo addizionale crescente con la durata dell'intervento.
Domande frequenti sulla cassa integrazione 2026
Fonti ufficiali
- INPS — Circolare n. 4 del 28 gennaio 2026 (massimali integrazioni salariali 2026)
- INPS — Integrazioni salariali (CIGO e CIGS)