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LTV e agevolazioni prima casa: cosa sapere prima di chiedere il mutuo

Cos'è il LTV (Loan To Value)

Il LTV è il rapporto tra l'importo del mutuo e il valore dell'immobile. Le banche italiane finanziano generalmente fino all'80% del valore dell'immobile (LTV 80%). Superare questa soglia è possibile ma richiede garanzie aggiuntive o polizze assicurative, e spesso comporta tassi più alti.

Prima casa: agevolazioni fiscali

Per i mutui sulla prima casa è possibile detrarre il 19% degli interessi passivi nella dichiarazione dei redditi, su un importo massimo di 4.000 euro annui. Questo significa un risparmio fiscale massimo di 760 euro all'anno, una componente importante da considerare nel calcolo del costo reale del mutuo.

Tabella rate mutuo 2026: esempi per importo e durata

Confronta le rate mensili in base all'importo, alla durata e al tasso. Calcolo con ammortamento alla francese e due TAN di esempio scelti dentro la forbice di mercato di agosto 2026: 3,20% per il fisso e 2,90% per il variabile (Euribor 3 mesi 2,51% rilevato il 14/08/2026, più uno spread bancario contenuto). Sono esempi per confrontare gli ordini di grandezza, non preventivi: il TAN che ti verrà offerto dipende da banca, LTV, durata e profilo di reddito.

ImportoDurataFisso 3,20%Variabile 2,90%Interessi totali (fisso)
100.000 €15 anni700 €/mese686 €/mese26.043 €
20 anni565 €/mese550 €/mese35.519 €
25 anni485 €/mese469 €/mese45.404 €
30 anni432 €/mese416 €/mese55.688 €
150.000 €15 anni1.050 €/mese1.029 €/mese39.065 €
20 anni847 €/mese824 €/mese53.279 €
25 anni727 €/mese704 €/mese68.106 €
30 anni649 €/mese624 €/mese83.532 €
200.000 €15 anni1.400 €/mese1.372 €/mese52.087 €
20 anni1.129 €/mese1.099 €/mese71.038 €
25 anni969 €/mese938 €/mese90.807 €
30 anni865 €/mese832 €/mese111.376 €
250.000 €15 anni1.751 €/mese1.714 €/mese65.109 €
20 anni1.412 €/mese1.374 €/mese88.798 €
25 anni1.212 €/mese1.173 €/mese113.509 €
30 anni1.081 €/mese1.041 €/mese139.220 €

Valori indicativi calcolati con la formula dell'ammortamento alla francese. I tassi reali variano in base alla banca, al profilo del richiedente e al LTV.

Domande frequenti sul mutuo 2026

La rata mensile si calcola con la formula dell'ammortamento alla francese: rata = Importo × [r(1+r)^n] / [(1+r)^n − 1], dove r è il tasso mensile (tasso annuo / 12) e n è il numero di rate totali. Questo metodo prevede rate costanti con quota interessi decrescente e quota capitale crescente.

Nel 2026 i tassi BCE non seguono più un percorso lineare: dopo i tagli del 2024-2025, l'11 giugno 2026 la BCE ha rialzato il tasso di riferimento al 2,40% per pressioni inflazionistiche. Il tasso fisso offre certezza e protezione da eventuali ulteriori rialzi, mentre il variabile conviene solo se ci si aspetta che i tassi tornino a scendere nei prossimi anni. La scelta dipende dalla propria tolleranza al rischio e dall'orizzonte temporale del mutuo.

Il LTV (Loan to Value) è il rapporto tra l'importo del mutuo e il valore dell'immobile. Con un LTV superiore all'80% le banche richiedono polizze assicurative aggiuntive e applicano tassi più elevati. Il LTV ideale è sotto il 70-75% per ottenere le condizioni migliori.

La regola generale è che la rata mensile non dovrebbe superare il 30-35% del reddito netto mensile. Le banche in Italia generalmente non concedono mutui con rata superiore al 35-40% del reddito netto documentato.

Le banche italiane applicano la regola del 30-35%: la rata mensile non deve superare il 30-35% del reddito netto mensile. Con un netto di 2.000 €/mese puoi sostenere una rata di circa 600-700 €, corrispondente a un mutuo di 120.000-140.000 € a 20 anni al tasso fisso attuale. Viene valutato anche il rapporto LTV e lo storico creditizio.

La durata massima è generalmente 30 anni, alcune banche arrivano a 40 anni per giovani under 36. La durata dipende anche dall'età: molte banche richiedono che il mutuo si estingua entro il 75°-80° anno di vita del richiedente più anziano.

Le rate sono costanti per tutta la durata. All'inizio la rata è composta in prevalenza da interessi e in piccola parte da quota capitale; con il tempo la proporzione si inverte. La prevedibilità della rata facilita la pianificazione finanziaria. È il metodo standard delle banche italiane.

Sì. La rinegoziazione è un accordo con la propria banca per modificare le condizioni (tasso, durata, rata) senza cambiare istituto. Non ha costi notarili. Se la banca non accetta le condizioni desiderate, si può valutare la surroga, ovvero il trasferimento del mutuo a un'altra banca senza costi per il mutuatario.

La surroga (portabilità) consente di trasferire il mutuo a un'altra banca con condizioni migliori. Le spese notarili sono a carico della nuova banca, quindi il costo per il mutuatario è zero. È possibile cambiare il tipo di tasso, ridurre lo spread o modificare la durata residua.

Le spese accessorie includono: istruttoria (200-1.000 €), perizia dell'immobile (200-500 €), polizza incendio e scoppio obbligatoria (150-300 €/anno), imposta sostitutiva (0,25% prima casa, 2% seconda casa), spese notarili di rogito (1.500-5.000 €). Vanno considerate nella valutazione del costo totale dell'acquisto.

Sì, ma solo per i mutui a tasso variabile, attraverso l'Euribor. Dopo il ciclo di tagli 2024-2025, l'11 giugno 2026 la BCE ha rialzato il tasso di riferimento al 2,40% per pressioni inflazionistiche: chi ha un mutuo variabile ha visto (o vedrà) la rata aumentare. I mutui fissi dipendono invece dall'IRS (Interest Rate Swap), che segue le aspettative di mercato a lungo termine e si muove in modo più lento e prevedibile.

Il mancato pagamento di una o due rate comporta la segnalazione alla Centrale Rischi. Dopo 3 rate consecutive non pagate la banca può dichiarare la decadenza dal beneficio del termine e richiedere l'immediato rimborso del debito residuo. In caso di insolvenza prolungata si avvia la procedura esecutiva con possibile asta dell'immobile. Contatta sempre la banca preventivamente se hai difficoltà.

Come calcolare la rata del mutuo nel 2026

La rata mensile di un mutuo si calcola con il metodo dell'ammortamento alla francese, lo standard adottato da tutte le banche italiane. Con questo metodo la rata è costante per tutta la durata del finanziamento, ma la sua composizione interna cambia progressivamente: nelle prime rate la quota interessi è predominante, mentre verso la fine del piano di rimborso la quota capitale diventa la componente principale. Questo meccanismo garantisce al mutuatario una pianificazione finanziaria chiara e prevedibile per anni o decenni.

La formula matematica per il calcolo della rata mensile è:

M = P × [r(1+r)^n] / [(1+r)^n − 1]

Dove: M è la rata mensile, P è l'importo del mutuo (capitale finanziato dalla banca), r è il tasso di interesse mensile (tasso annuo diviso 12) e n è il numero totale di rate (durata in anni moltiplicata per 12).

Esempio pratico di calcolo mutuo 2026

Per un mutuo di 200.000 € a 25 anni al tasso fisso del 3,20%, il calcolo è il seguente:

Tre variabili determinano l'importo della rata: l'importo finanziato (più è alto, più alta è la rata), la durata del mutuo (una durata più lunga riduce la rata mensile ma aumenta il totale degli interessi pagati nel tempo) e il tasso di interesse (fisso o variabile, è il fattore che più incide sul costo finale del finanziamento). Su orizzonti temporali di 20-30 anni, anche mezzo punto percentuale di differenza nel tasso si traduce in migliaia di euro di costo aggiuntivo: con 200.000 € a 25 anni, la differenza tra 3,20% e 3,70% vale circa 15.000 € di interessi in più.

Mutuo fisso o variabile nel 2026: cosa conviene?

Nel 2026 il contesto dei tassi di interesse in Italia non segue più una direzione lineare: dopo il ciclo di rialzi aggressivi del biennio 2022-2023 e i successivi tagli operati dalla Banca Centrale Europea tra la seconda metà del 2024 e il 2025, l'11 giugno 2026 la BCE ha rialzato i tassi (in vigore dal 17 giugno: depositi 2,25%, operazioni di rifinanziamento principali 2,40%) per contenere pressioni inflazionistiche legate a tensioni geopolitiche, e il 23 luglio 2026 li ha lasciati invariati. La scelta tra tasso fisso e tasso variabile dipende dall'andamento dei mercati, dalla durata desiderata e dalla propria tolleranza al rischio finanziario. Non esiste una risposta universale: dipende dalla situazione specifica di ciascun mutuatario.

I tassi di riferimento nel 2026

Proiezioni e scenari a 5 anni

Dopo il rialzo BCE dell'11/6/2026, le aspettative di mercato per il periodo 2026-2028 sono più incerte rispetto al passato: non è più scontata una discesa lineare dell'Euribor. Se le tensioni inflazionistiche rientrassero, l'Euribor potrebbe tornare a scendere nei prossimi 12-18 mesi; se invece persistessero, sono possibili ulteriori rialzi. Chi sceglie il variabile oggi si assume il rischio di rate crescenti in caso di nuovi aumenti BCE.

Chi invece preferisce la certezza di una rata costante per tutta la durata del mutuo — in particolare con durate superiori ai 20 anni o con un budget mensile rigido — trova nel fisso una protezione duratura da futuri rialzi imprevisti. Vale ricordare che la surroga del mutuo rimane sempre disponibile: se i tassi dovessero scendere significativamente in futuro, è sempre possibile trasferire il mutuo a un'altra banca con condizioni migliori, senza alcun costo a carico del mutuatario. La flessibilità del sistema bancario italiano tutela chi sceglie il fisso oggi.

Fonti ufficiali

Fonti consultate il 17 agosto 2026. I tassi ufficiali BCE citati sono in vigore dal 17 giugno 2026; l'Euribor 3 mesi indicato (2,508%) è la rilevazione EMMI del 14 agosto 2026. I TAN riportati nelle tabelle sono esempi entro la forbice di mercato osservata, non preventivi: solo la banca può dirti il tasso che spetta a te.
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