🏦 Dati del conto deposito
%

Come funziona la tassazione dei conti deposito in Italia

Il conto deposito è uno degli strumenti di risparmio più diffusi in Italia: sicuro, garantito dal Fondo Interbancario e con rendimenti prevedibili. Tuttavia, come tutti i prodotti finanziari, è soggetto a una tassazione specifica che riduce il rendimento effettivo rispetto al tasso pubblicizzato dalla banca.

In Italia, gli interessi maturati su un conto deposito sono soggetti a due oneri fiscali distinti: la ritenuta fiscale del 26% sugli interessi lordi e l'imposta di bollo dello 0,20% sul capitale depositato. Conoscere entrambi è fondamentale per valutare correttamente la convenienza di un conto deposito.

La formula: calcolo passo passo

Ecco la formula completa per calcolare il rendimento netto di un conto deposito:

Interessi lordi = Capitale × (Tasso% / 100) × (Mesi / 12)
Ritenuta fiscale = Interessi lordi × 0,26
Imposta di bollo = Capitale × 0,002 × (Mesi / 12)
Interessi netti = Interessi lordi − Ritenuta fiscale − Imposta di bollo

Esempio pratico: 10.000€ al 4,5% per 12 mesi

Vediamo un esempio concreto con i numeri più comuni:

Il rendimento scende quindi dal 4,5% lordo al 3,13% netto: quasi 1,4 punti percentuali in meno a causa della fiscalità. Un dato importante da considerare quando si confrontano diversi strumenti di investimento.

Conto deposito libero vs vincolato: differenze, pro e contro

I conti deposito si dividono in due macro-categorie, con caratteristiche molto diverse:

Conto deposito libero: permette di prelevare i fondi in qualsiasi momento senza penali. Il vantaggio è la liquidità totale; lo svantaggio è il tasso più basso, ad agosto 2026 generalmente tra l'1% e il 2,5% lordo, con offerte promozionali a tempo che possono avvicinarsi al 3%. È indicato per il fondo di emergenza o per somme di cui potresti avere bisogno a breve.

Conto deposito vincolato: blocca il capitale per una durata fissa (3, 6, 12, 18, 24 o 36 mesi) in cambio di un tasso più alto. Ad agosto 2026 le offerte reali si collocano tra il 2,5% e il 4,5% lordo, con i valori più alti sui vincoli lunghi (24-36 mesi) e sui conti non svincolabili in anticipo. Il prelievo anticipato è generalmente vietato o penalizzato con la perdita parziale o totale degli interessi maturati. È indicato per capitali che non servono a breve.

La scelta dipende dalle tue esigenze di liquidità: se hai già un fondo emergenza adeguato e puoi immobilizzare la somma, il vincolato offre un rendimento netto superiore. In caso contrario, la flessibilità del libero vale il tasso più basso.

Perché il rendimento netto è l'unico dato che conta

Le banche comunicano quasi sempre il tasso lordo nelle pubblicità. Il rendimento netto effettivo dipende dalla tua situazione: durata, capitale e se l'imposta di bollo è a tuo carico o azzerata dalla banca. Usare questo calcolatore ti permette di confrontare offerte diverse in modo omogeneo, sul rendimento netto reale che andrà sul tuo conto.

Fonti ufficiali

Fonti verificate il 17 agosto 2026. Attenzione alla natura dei numeri: la tassazione del 26% e l'imposta di bollo dello 0,20% sono fissate per legge e cambiano solo con un intervento normativo, mentre i tassi dei conti deposito sono dati di mercato che si muovono con le decisioni BCE — il tasso che trovi qui va sempre riverificato sul sito della banca prima di aprire un conto.