Lo stipendio lordo mensile dalla tua busta paga
Include tredicesima (e quattordicesima se prevista dal CCNL)
Le percentuali di maggiorazione non sono fissate dalla legge: le stabilisce il tuo CCNL, e cambiano molto da contratto a contratto. Due esempi verificati: il CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi (art. 149) prevede 15% dalla 41ª alla 48ª ora settimanale, 20% oltre la 48ª, 30% per festivo e domenicale e 50% per il notturno fra le 22 e le 6, e precisa che le maggiorazioni non sono cumulabili fra loro; il CCNL Metalmeccanica industria prevede 25% per le prime due ore e 30% per le successive. Compila i campi con le percentuali del tuo contratto.
Le prime ore oltre l'orario contrattuale, quelle con la maggiorazione più bassa.
Le ore oltre la soglia settimanale fissata dal CCNL, con maggiorazione più alta.
Attenzione: in molti CCNL, fra cui il Terziario, queste maggiorazioni non si sommano a quelle della fascia oraria.
È il numero convenzionale di ore mensili con cui il contratto divide la retribuzione per ottenere la quota oraria. Si aggiorna da solo quando cambi le ore settimanali, applicando ore × 52 ÷ 12: con 40 ore dà 173, che è il divisore del CCNL Metalmeccanica industria. Puoi però correggerlo, perché non tutti i contratti seguono quel calcolo: il Terziario, per esempio, usa 168. Lo trovi nel tuo CCNL o sulla busta paga.
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Come calcolare il compenso per gli straordinari in Italia
Il lavoro straordinario in Italia è regolato dal D.Lgs. 66/2003 e dai contratti collettivi nazionali (CCNL). Ogni ora oltre l'orario contrattuale prevede una maggiorazione sulla paga oraria ordinaria, la cui percentuale dipende dal CCNL applicato e dal tipo di straordinario.
Come si calcola la paga oraria?
La paga oraria ordinaria si calcola dividendo lo stipendio lordo annuo (inclusa tredicesima) per le ore annue di lavoro. Con un full-time a 40 ore settimanali, le ore lavorate in un anno sono circa 2.080 (40 ore × 52 settimane). Con stipendio lordo di €24.000 annui, la paga oraria è €24.000 / 2.080 = €11,54/ora.
Le maggiorazioni per gli straordinari
Le percentuali più comuni previste dai CCNL sono: 25% per le prime ore di straordinario feriale diurno, 50% per straordinario notturno o festivo, 50-100% per il lavoro domenicale. Queste si applicano moltiplicando la paga oraria per (1 + percentuale maggiorazione). Se il tuo CCNL prevede anche la quattordicesima, ricorda che segue un calcolo a parte rispetto agli straordinari.
Cosa dice la legge: limiti e maggiorazioni
Il D.Lgs. 66/2003 definisce straordinario il lavoro prestato oltre le 40 ore settimanali (o oltre il minor orario fissato dal contratto). In assenza di una disciplina collettiva, il ricorso allo straordinario è ammesso entro il limite di 250 ore annue (art. 5). La legge fissa inoltre un tetto invalicabile: la durata media dell'orario, straordinari inclusi, non può superare le 48 ore settimanali calcolate su un periodo di riferimento di 4 mesi (art. 4), estendibile fino a 6 o 12 mesi dai CCNL. La normativa non stabilisce direttamente le percentuali di maggiorazione, ma impone che lo straordinario sia «computato a parte» e compensato con le maggiorazioni previste dalla contrattazione collettiva.
Le maggiorazioni tipiche per tipo di straordinario
Poiché le percentuali sono fissate dai singoli CCNL, variano da settore a settore. A titolo di esempio, il CCNL Terziario-Commercio (Confcommercio) prevede queste maggiorazioni sulla paga oraria:
| Tipo di prestazione | Maggiorazione (CCNL Terziario) |
|---|---|
| Straordinario dalla 41ª alla 48ª ora settimanale | +15% |
| Straordinario oltre la 48ª ora settimanale | +20% |
| Lavoro festivo | +30% |
| Lavoro notturno (22:00–6:00) | +50% |
Altri contratti adottano valori diversi: molti CCNL industriali partono dal 25% per lo straordinario feriale diurno e salgono per il notturno e il festivo. Verifica sempre le percentuali del tuo contratto collettivo. Il calcolatore qui sopra usa lo schema più diffuso (25% e 50%) come impostazione di partenza, che puoi adattare al tuo caso. Ricorda infine che il compenso per gli straordinari è reddito da lavoro dipendente e si somma allo stipendio ai fini del calcolo di IRPEF e contributi.
Domande frequenti
Fonti ufficiali
- Normattiva — D.Lgs. 8 aprile 2003, n. 66 (orario di lavoro, artt. 4 e 5)
- Ispettorato Nazionale del Lavoro — vigilanza su orario di lavoro e straordinari