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Aliquote INPS aggiornate 2026
Calcola il costo del lavoro dipendente 2026
Quant'è il costo reale di un dipendente per l'azienda? Scopri il totale mensile e annuale: stipendio lordo, contributi INPS datoriali, INAIL e TFR. Utile per PMI, startup e liberi professionisti che vogliono assumere.
L'aliquota contributiva datoriale varia per settore ATECO e contratto collettivo applicato. Seleziona il più vicino alla tua situazione.
L'aliquota datoriale dell'apprendistato non è unica. Sopra i 9 dipendenti è dell'11,61%, cioè 10% di contribuzione previdenziale più un 1,61% fisso fra NASpI e fondi interprofessionali. Fino a 9 dipendenti la quota previdenziale scende all'1,5% il primo anno e al 3% il secondo, per poi allinearsi al 10% dal terzo: sono 3,11%, 4,61% e 11,61% comprensivi dell'1,61%. L'apprendista, dal canto suo, versa il 5,84% invece del 9,19%.
L'aliquota INAIL dipende dal codice ATECO e dalla voce di rischio assegnata dall'INAIL alla tua azienda. Verifica la tua posizione INAIL.
💵 Retribuzione
€
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I tre esoneri del decreto lavoro 2026 azzerano il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore — l'INAIL resta comunque dovuto — ma entro un tetto mensile per lavoratore: 500 € per il Bonus Giovani, che salgono a 650 € nella ZES unica; 650 € per il Bonus Donne, 800 € nella ZES; 650 € per il Bonus ZES. Durano 24 mesi e non spettano per l'apprendistato. La ZES unica comprende Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna, Marche e Umbria. Il Bonus ZES è inoltre riservato ai datori fino a 10 dipendenti che assumono over 35 disoccupati da almeno 24 mesi. Fonti: circolari INPS 55, 56 e 57 del 14 maggio 2026.
Costo annuale totale per l'azienda
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per questo dipendente (tutti i costi inclusi)
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costo mensile medio
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moltiplicatore vs lordo
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netto dipendente (addizionali medie)
ℹ️ Calcolo indicativo — non sostituisce la consulenza di un professionista qualificato.
Composizione del costo annuale
Dettaglio voci di costo
Voce
Mensile
Annuale
✅ Sgravio contributivo applicato
📌 Come usare questo calcolo
• Il costo indicato è lordo di tutti i contributi e accantonamenti.
• Il TFR è un costo differito: si paga al dipendente solo alla fine del rapporto.
• Le aliquote contributive variano per settore, dimensione aziendale e storia contributiva.
• Non sono inclusi: buoni pasto, benefit aziendali, formazione, attrezzature, costi di gestione.
• Per un preventivo preciso consulta sempre un consulente del lavoro (CDL).
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Costo del lavoro dipendente 2026: la guida completa
Molti imprenditori e liberi professionisti che vogliono assumere si chiedono: "Quanto costa davvero un dipendente?" La risposta è sempre molto più alta dello stipendio lordo. Vediamo perché e come calcolare il costo totale.
Le quattro componenti del costo del lavoro
Il costo del lavoro per un'azienda è composto da quattro elementi principali:
Retribuzione lorda: lo stipendio base più eventuali indennità contrattuali, 13ª e 14ª mensilità
Contributi INPS datoriali: dal 28% al 33% del lordo, versati interamente dall'azienda all'INPS (non visibili in busta paga)
INAIL: assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, dall'0.5% al 5% a seconda del rischio
TFR (Trattamento di Fine Rapporto): accantonamento del 6.91% del lordo annuo, pagato al dipendente alla fine del rapporto
Contributi INPS a carico del datore di lavoro 2026
I contributi INPS datoriali variano per settore. Le aliquote principali del 2026 per il settore industria sono:
IVS (Invalidità, Vecchiaia, Superstiti): ~23.81%
NASpI (disoccupazione): 1.31% + 1.40% per contratti a termine
Maternità: 0.24%
Malattia/Degenza: 2.22% (industria)
Altri fondi (CIG, solidarietà, ecc.): variabili
Per il settore commercio/terziario, l'aliquota complessiva è circa il 29.4%, senza la componente CIG ordinaria.
Gli sgravi contributivi disponibili nel 2026
Il legislatore italiano ha previsto numerosi incentivi per ridurre il costo del lavoro in caso di nuove assunzioni:
Esonero under 36: riduzione del 50% dei contributi datoriali per 3 anni (assunzioni a tempo indeterminato)
Garanzia Giovani NEET: esonero totale per assunzione di giovani NEET (fino a esaurimento fondi)
Decontribuzione Sud: riduzione contributi per assunzioni nelle regioni del Mezzogiorno
Incentivi per percettori NASpI: riduzione contributi per chi assume ex-NASpI
Apprendistato professionalizzante: aliquote contributive ridotte per tutta la durata dell'apprendistato
Ogni incentivo ha durata, massimali e condizioni specifiche: verifica sempre l'attualità e i requisiti sul portale INPS o con un consulente del lavoro. Per collaborazioni saltuarie può convenire valutare anche la prestazione occasionale.
Domande frequenti
Un dipendente con 1.500€ netti al mese corrisponde a circa 2.100-2.200€ lordi. Il costo totale per l'azienda è circa 2.850-3.050€ al mese, aggiungendo i contributi INPS a carico datore (~30%), INAIL (~0.5-1%) e l'accantonamento TFR (~6.91%). Il costo annuale totale (con 13ª mensilità) è circa 37.000-40.000€.
I contributi INPS a carico del datore di lavoro variano per settore: industria ~32.6%, commercio/terziario ~29.5%, agricoltura ~29.8%. Includono IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti), NASpI, maternità, CIG. Non includono i contributi a carico del lavoratore (~9.19% per redditi fino a €55.008), che vengono trattenuti in busta paga.
Sì. Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è un costo che l'azienda sostiene ogni anno per ogni dipendente: la quota annua è il 6.91% della retribuzione annua lorda (compresi ratei di 13ª e 14ª). Questo importo va accantonato (se sotto la soglia dei 50 dipendenti) o versato al Fondo di Tesoreria INPS/fondo pensione (se sopra soglia). Rientra nel costo del lavoro anche se è un costo differito.
Sì. Nel 2026 sono previsti diversi incentivi per le nuove assunzioni: esonero contributivo per assunzione di giovani under 35 (fino al 100% dei contributi datoriali, esclusi INAIL, per un periodo massimo di 24 mesi, con beneficio fino a 500€/mese elevabile a 650€ nelle regioni ZES Mezzogiorno), decontribuzione per assunzioni a tempo indeterminato in aree del Mezzogiorno, incentivi per assunzione di percettori NASpI, benefici per categorie svantaggiate. Gli importi e le condizioni variano ogni anno: verifica sempre sul portale INPS (Portale delle Agevolazioni) o con un consulente del lavoro.
In media, per ogni €100 di costo per l'azienda, il dipendente riceve circa €50-55 netti. Il resto va in contributi previdenziali (datoriali ~30% e del lavoratore ~9%), IRPEF e INAIL. Questo significa che il costo aziendale è tipicamente 1,8-2 volte il netto percepito dal lavoratore. Questa proporzione varia in base al settore, al CCNL e al livello salariale.
L'apprendistato professionalizzante offre contributi datoriali notevolmente ridotti (10% per aziende fino a 9 dipendenti, 11.5% per le aziende più grandi). Può durare da 3 a 5 anni. Il rischio è che il contratto sia meno flessibile e richieda obblighi formativi. Per professioni tecniche con formazione on-the-job è spesso la scelta migliore per startup e PMI.
Il calcolatore stima i costi contributivi e retributivi. Non include: buoni pasto (in media €7-9/giorno), rimborso spese viaggio, telefono aziendale, computer/attrezzatura, assicurazione RC professionale, formazione obbligatoria, costi di reclutamento (agenzia o job board), visita medica obbligatoria, costo dello spazio fisico di lavoro e un'aliquota per il tempo di gestione HR. In totale questi costi extra possono aggiungere il 10-20% al costo tabellare.
Dipende dalla situazione. Un collaboratore P.IVA forfettario (regime al 5-15%) ha un costo lordo inferiore (nessun contributo datoriale, no TFR), ma va trattato come collaboratore autonomo reale (no vincolo di orario, no subordinazione). Se la collaborazione assomiglia a un rapporto di lavoro dipendente, c'è rischio di riqualificazione con oneri retroattivi. Usa il nostro calcolatore "Dipendente vs P.IVA" per un confronto diretto.