🏢 Profilo dell'assunzione

L'aliquota contributiva datoriale varia per settore ATECO e contratto collettivo applicato. Seleziona il più vicino alla tua situazione.

L'aliquota INAIL dipende dal codice ATECO e dalla voce di rischio assegnata dall'INAIL alla tua azienda. Verifica la tua posizione INAIL.

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Costo del lavoro dipendente 2026: la guida completa

Molti imprenditori e liberi professionisti che vogliono assumere si chiedono: "Quanto costa davvero un dipendente?" La risposta è sempre molto più alta dello stipendio lordo. Vediamo perché e come calcolare il costo totale.

Le quattro componenti del costo del lavoro

Il costo del lavoro per un'azienda è composto da quattro elementi principali:

Contributi INPS a carico del datore di lavoro 2026

I contributi INPS datoriali variano per settore. Le aliquote principali del 2026 per il settore industria sono:

Per il settore commercio/terziario, l'aliquota complessiva è circa il 29.4%, senza la componente CIG ordinaria.

Gli sgravi contributivi disponibili nel 2026

Il legislatore italiano ha previsto numerosi incentivi per ridurre il costo del lavoro in caso di nuove assunzioni:

Ogni incentivo ha durata, massimali e condizioni specifiche: verifica sempre l'attualità e i requisiti sul portale INPS o con un consulente del lavoro. Per collaborazioni saltuarie può convenire valutare anche la prestazione occasionale.

Domande frequenti

Un dipendente con 1.500€ netti al mese corrisponde a circa 2.100-2.200€ lordi. Il costo totale per l'azienda è circa 2.850-3.050€ al mese, aggiungendo i contributi INPS a carico datore (~30%), INAIL (~0.5-1%) e l'accantonamento TFR (~6.91%). Il costo annuale totale (con 13ª mensilità) è circa 37.000-40.000€.
I contributi INPS a carico del datore di lavoro variano per settore: industria ~32.6%, commercio/terziario ~29.5%, agricoltura ~29.8%. Includono IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti), NASpI, maternità, CIG. Non includono i contributi a carico del lavoratore (~9.19% per redditi fino a €55.008), che vengono trattenuti in busta paga.
Il costo del lavoro = stipendio lordo × (1 + aliquota contributi datoriali + aliquota INAIL) + accantonamento TFR mensile. Esempio: lordo €2.000/mese, contributi datoriali 30%, INAIL 0.8%, TFR 6.91%/12: costo = 2.000 × (1 + 0.30 + 0.008) + 2.000 × 0.0576 = 2.000 × 1.308 + 115 = 2.616 + 115 = €2.731/mese.
Sì. Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è un costo che l'azienda sostiene ogni anno per ogni dipendente: la quota annua è il 6.91% della retribuzione annua lorda (compresi ratei di 13ª e 14ª). Questo importo va accantonato (se sotto la soglia dei 50 dipendenti) o versato al Fondo di Tesoreria INPS/fondo pensione (se sopra soglia). Rientra nel costo del lavoro anche se è un costo differito.
Sì. Nel 2026 sono previsti diversi incentivi per le nuove assunzioni: esonero contributivo per assunzione di giovani under 35 (fino al 100% dei contributi datoriali, esclusi INAIL, per un periodo massimo di 24 mesi, con beneficio fino a 500€/mese elevabile a 650€ nelle regioni ZES Mezzogiorno), decontribuzione per assunzioni a tempo indeterminato in aree del Mezzogiorno, incentivi per assunzione di percettori NASpI, benefici per categorie svantaggiate. Gli importi e le condizioni variano ogni anno: verifica sempre sul portale INPS (Portale delle Agevolazioni) o con un consulente del lavoro.
In media, per ogni €100 di costo per l'azienda, il dipendente riceve circa €50-55 netti. Il resto va in contributi previdenziali (datoriali ~30% e del lavoratore ~9%), IRPEF e INAIL. Questo significa che il costo aziendale è tipicamente 1,8-2 volte il netto percepito dal lavoratore. Questa proporzione varia in base al settore, al CCNL e al livello salariale.
L'apprendistato professionalizzante offre contributi datoriali notevolmente ridotti (10% per aziende fino a 9 dipendenti, 11.5% per le aziende più grandi). Può durare da 3 a 5 anni. Il rischio è che il contratto sia meno flessibile e richieda obblighi formativi. Per professioni tecniche con formazione on-the-job è spesso la scelta migliore per startup e PMI.
Il calcolatore stima i costi contributivi e retributivi. Non include: buoni pasto (in media €7-9/giorno), rimborso spese viaggio, telefono aziendale, computer/attrezzatura, assicurazione RC professionale, formazione obbligatoria, costi di reclutamento (agenzia o job board), visita medica obbligatoria, costo dello spazio fisico di lavoro e un'aliquota per il tempo di gestione HR. In totale questi costi extra possono aggiungere il 10-20% al costo tabellare.
Dipende dalla situazione. Un collaboratore P.IVA forfettario (regime al 5-15%) ha un costo lordo inferiore (nessun contributo datoriale, no TFR), ma va trattato come collaboratore autonomo reale (no vincolo di orario, no subordinazione). Se la collaborazione assomiglia a un rapporto di lavoro dipendente, c'è rischio di riqualificazione con oneri retroattivi. Usa il nostro calcolatore "Dipendente vs P.IVA" per un confronto diretto.

Fonti ufficiali

Fonti consultate a luglio 2026.