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Aggiornato INPS 2026
Calcola l'indennità di malattia INPS 2026
Scopri quanto percepisce un lavoratore dipendente durante la malattia: indennità INPS giornaliera, carenza, totale del periodo e integrazione datoriale stimata.
Inserisci la retribuzione lorda mensile (RAL ÷ 12). La trovi sulla busta paga alla voce "retribuzione lorda".
Il CCNL stabilisce se e quanto il datore integra i giorni di carenza e porta la malattia al 100%. Controlla il tuo contratto collettivo.
📅 Periodo di malattia
Inserisci il numero di giorni di calendario dell'episodio di malattia (inclusi sabato e domenica).
Il ricovero non cancella i tre giorni di carenza: la circolare INPS 84/1980 fissa l'indennità dal 4° giorno di malattia e non prevede eccezioni per la degenza. Cambia invece un'altra cosa, in peggio, ed è il campo qui sotto.
Conta solo se hai spuntato il ricovero: per il degente senza familiari a carico l'indennità dei giorni di degenza scende ai due quinti di quella ordinaria (art. 1 D.L. 663/1979). Fuori dal ricovero questa scelta non cambia il risultato.
Serve per stimare il totale dei giorni annui e verificare il limite di 180 giorni INPS.
Importo lordo stimato ricevuto
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per l'intero periodo di malattia
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indennità INPS/giorno
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lordo con integraz./giorno
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perdita vs stipendio pieno
ℹ️ Calcolo indicativo — non sostituisce la consulenza di un professionista qualificato.
Dettaglio giorno per giorno
Periodo
Giorni
% applicata
Importo/giorno
Totale periodo
📌 Come leggere il risultato
• L'indennità INPS è pagata direttamente dall'INPS in busta paga (anticipo datoriale) — è soggetta a IRPEF.
• L'integrazione datoriale dipende dal CCNL: alcuni contratti portano la malattia al 100% dello stipendio.
• I giorni di carenza (1-3) non sono mai coperti dall'INPS, nemmeno in caso di ricovero: li copre il CCNL, se lo prevede.
• L'importo mostrato è lordo IRPEF. Il netto effettivo dipende dalla tua aliquota fiscale.
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Indennità di malattia INPS: come funziona e quanto spetta nel 2026
Quando un lavoratore dipendente si ammala e non può recarsi al lavoro, ha diritto all'indennità di malattia erogata dall'INPS. L'indennità non sostituisce completamente lo stipendio, ma garantisce un reddito durante il periodo di assenza.
I 3 giorni di carenza: chi li paga?
I primi 3 giorni di ogni episodio di malattia costituiscono il periodo di carenza: l'INPS non eroga nulla. Questi giorni sono a carico del datore di lavoro solo se il CCNL applicato lo prevede. Molti contratti collettivi (metalmeccanico, chimico, alcuni del commercio) prevedono l'integrazione al 100% per i giorni di carenza. Il ricovero ospedaliero non elimina la carenza: la circolare INPS 84/1980 fissa l'indennità dal quarto giorno di malattia senza eccezioni per la degenza. Il ricovero incide semmai in senso opposto, perché per il degente privo di familiari fiscalmente a carico l'indennità dei giorni di degenza è ridotta ai due quinti (art. 1 del D.L. 663/1979).
Come si calcola l'indennità INPS
L'importo dell'indennità si calcola a partire dalla retribuzione media giornaliera, ottenuta dividendo la retribuzione mensile — già comprensiva dei ratei di tredicesima e quattordicesima — per il divisore convenzionale di 30 giorni, non per i 365 giorni di calendario. Su questa base si applicano le percentuali INPS:
Giorni 4° - 20°: indennità = retribuzione giornaliera × 50%
Giorni 21° - 180°: indennità = retribuzione giornaliera × 66,66%
Oltre il 180° giorno: nessuna indennità INPS per malattia ordinaria
Il datore di lavoro anticipa l'indennità in busta paga e poi ottiene rimborso dall'INPS. L'importo è soggetto a IRPEF.
L'integrazione del datore di lavoro
Molti CCNL prevedono che il datore di lavorointegri l'indennità INPS per portare il totale percepito a una percentuale più alta dello stipendio normale. Ad esempio, il CCNL Metalmeccanico prevede l'integrazione al 100% per i primi 3 mesi di malattia. Il CCNL Commercio prevede integrazioni parziali. Senza integrazione, un lavoratore con 30 giorni di malattia può percepire solo il 50-67% dello stipendio.
Domande frequenti
L'INPS eroga l'indennità di malattia dal 4° giorno di assenza (i primi 3 giorni sono il periodo di carenza, solitamente a carico del datore di lavoro secondo il CCNL). L'importo è pari al 50% della retribuzione media giornaliera per i giorni dal 4° al 20°, e al 66,66% dal 21° al 180° giorno. La retribuzione media globale giornaliera si ottiene dividendo la retribuzione mensile, comprensiva dei ratei delle mensilità aggiuntive, per il divisore convenzionale di 30 giorni.
I primi 3 giorni di ogni episodio di malattia si chiamano 'periodo di carenza'. Durante questo periodo l'INPS non eroga alcuna indennità. Il CCNL applicato stabilisce se il datore di lavoro integra o meno questi giorni: molti contratti (commercio, metalmeccanico, terziario) prevedono l'integrazione al 100% per i giorni di carenza. Il ricovero ospedaliero non elimina la carenza: l'INPS indennizza comunque dal 4° giorno.
L'indennità INPS per malattia ordinaria dura al massimo 180 giorni per anno solare. Superato questo limite, il lavoratore non percepisce più l'indennità INPS. Il CCNL può tuttavia garantire un periodo di comporto (il periodo massimo di conservazione del posto) più lungo, tipicamente da 6 a 18 mesi.
La retribuzione media giornaliera si ottiene dividendo la retribuzione lorda annua (compresa la tredicesima) per 365. Esempio: RAL €25.000 con tredicesima (stipendio mensile × 13) = retribuzione annua €27.083 ÷ 365 = €74,20 al giorno. L'INPS applica poi le percentuali del 50% o 66,67% su questo importo.
No. Durante il periodo di malattia indennizzata dall'INPS, i contributi previdenziali continuano ad essere accreditati sulla posizione del lavoratore come se avesse lavorato normalmente. Questo vale per la quota contributiva figurativa corrispondente all'indennità percepita.
Il periodo di comporto è il periodo massimo di malattia entro cui il lavoratore ha diritto alla conservazione del posto (stabilito dal CCNL, tipicamente 6-18 mesi). Se la malattia supera il comporto, il datore di lavoro può procedere al licenziamento per superamento del periodo di comporto, senza preavviso ma con liquidazione TFR e tutte le competenze maturate.
Appena possibile (entro il primo giorno di malattia): 1) consultare il medico di base che rilascia il certificato di malattia online (telematico all'INPS); 2) il certificato viene inviato automaticamente al datore di lavoro — non serve portarlo di persona; 3) comunicare l'assenza al datore di lavoro nel modo previsto dall'azienda (chiamata, email, ecc.). In caso di ricovero, il medico ospedaliero emette il certificato.
No, durante la malattia e fino al superamento del periodo di comporto (stabilito dal CCNL, tipicamente 6-18 mesi per singolo o ultimo anno) il lavoratore è protetto dal licenziamento. Il datore di lavoro può però procedere al licenziamento per superamento del comporto solo dopo aver esaurito il periodo massimo previsto dal contratto. Il licenziamento per malattia è illegittimo e impugnabile.
Se la malattia insorge durante le ferie e viene certificata dal medico, il periodo di malattia "interrompe" le ferie: i giorni di malattia certificata non vengono scalati dal monte ferie. Le ferie si sospendono e riprenderanno (o saranno riprogrammate) al termine della malattia. È necessario inviare il certificato medico al datore di lavoro appena possibile.
Sì. I contributi previdenziali continuano ad essere accreditati durante il periodo di malattia indennizzata dall'INPS. Questo perché l'INPS accredita contributi "figurativi" calcolati sull'indennità corrisposta. I periodi di malattia non si perdono ai fini pensionistici.